Io ti do una cosa a te

"Per ottenere il rimborso dell’Imu che hai già pagato”, dice la scritta sul manifesto. Istintivamente, uno cerca l’apposito modulo nella cassettina, rincasando consulta la bacheca del condominio, va in Posta e chiede il prestampato F24. “Se non dovessimo rendere l’Imu non mi faccio più chiamare con il mio nome e cognome e cambio paese”, va ripetendo il Cavaliere, con l’allegra sfacciataggine di Crozza quando regala i soldi (“non sono miei, li ho presi alla scuola!”). Ora, va bene la maestria del buttare lo scontro politico in caciara, l’arte della battuta grassa per vellicare l’unica vera zona erogena dell’elettore, il portafogli.
10 AGO 20
Immagine di Io ti do una cosa a te
"Per ottenere il rimborso dell’Imu che hai già pagato”, dice la scritta sul manifesto. Istintivamente, uno cerca l’apposito modulo nella cassettina, rincasando consulta la bacheca del condominio, va in Posta e chiede il prestampato F24. “Se non dovessimo rendere l’Imu non mi faccio più chiamare con il mio nome e cognome e cambio paese”, va ripetendo il Cavaliere, con l’allegra sfacciataggine di Crozza quando regala i soldi (“non sono miei, li ho presi alla scuola!”). Ora, va bene la maestria del buttare lo scontro politico in caciara, l’arte della battuta grassa per vellicare l’unica vera zona erogena dell’elettore, il portafogli. Va bene il cinismo della campagna elettorale per cui si può avere votato non più tardi di un anno fa la legge che istituiva l’Imu, approvandola e benedicendola come necessaria e persino equa, tacendo con la coda fra le gambe quando il preside spiegava agli italiani che se qualcuno non avesse tolto l’Ici, ora non servirebbe l’Imu, e rinnegare adesso tutto. E si può utilizzare sfacciatamente la retorica populista della prima casa che non si tocca. Ma fino a un certo punto.
Dopo, a una settimana dal voto, in assenza di un programma economico e fiscale, in assenza di una prospettiva politica di governo credibile – e in presenza delle solite gag e delle solite mattane – mettere i manifesti “per ottenere il rimborso dell’Imu che hai già pagato”, con la sigla Pdl-Berlusconi presidente al posto del marchio autentico dell’Agenzia delle entrate, è disinvoltura elettorale, è un progetto di circonvenzione di masse incapaci, è un eccesso di leggerezza che può diventare persino greve. E’ la rimonta, bellezza.